Riconoscimenti
Benvenuto nella pagina dei riconoscimenti della Cantina Pizzorin. Qui potrai scoprire il parere di esperti e appassionati del settore, che hanno degustato i nostri vini. Abbiamo selezionato alcuni articoli che raccontano la dedizione e l’impegno che mettiamo in ogni bottiglia, per offrirti un assaggio della passione per la viticoltura e amore per il vino. Buona lettura!
Terzo miglior Merlot della Svizzera
L’annata 2003 della riserva della Cantina Pizzorin si è aggiudicata il titolo di terzo Miglior Merlot della Svizzera al Grand Prix du Vin Suisse.
Diverse medaglie d’oro al Grand Prix du Vin Suisse
I vini della Cantina Pizzorin hanno ricevuto diverse medaglie d’oro al Grand Prix du Vin Suisse.
Le strade del vino
In un articolo di TicinoVino Wein si racconta un'escursione tra i vigneti di Gudo e Sementina, descrivendo paesaggi suggestivi, boschi di castagni e aziende vitivinicole. La "via delle vigne" permette di conoscere meglio l'agricoltura della zona, con punti panoramici e piccole cantine rinomate per i loro Merlot, tra cui la Cantina Pizzorin.
Uve di qualità per vini di qualità
La valle del Sementina fende i contrafforti del monte come una crepa in una muraglia. Hai attraversato la piana agro-industriale assolata, superi monumentali frammenti di vecchie mura, parcheggi all’ombra del fondovalle. Risali a piedi il sentiero e incroci il binario che conduce alla Cantina Pizzorin. Due altri visitatori lo stanno discendendo, un padre e un bambino: passando, ti fa ciao con la mano. Accedi al fortino, avamposto dell’ultima cinta difensiva che in pieno Ottocento ancora tagliava il piano di Magadino. Ti affacci su un panorama che rievoca un visionario dipinto tardo romantico: una chiesa sul greto del torrente, circondata da acque rumoreggianti; un’altra chiesa arroccata sulla parete di fronte; all’orizzonte la barriera dei castelli di Bellinzona. Appezzamenti verticali di vigna incastonati come smeraldi nel bosco. C’è chi l’ha definita una viticoltura eroica, questa di Giancarlo Pestoni, che a una radicale svolta della propria vita ha investito ogni risorsa sul moderno recupero e restauro di un residuo frammento del primordiale scenario vitivinicolo sopracenerino. L’ottica, egli sostiene, è di ottenere uve di qualità per la produzione di vini di qualità – il Pizzorin, il La Tur, l’Arcada, il Ninfea e il Niveo – a costo del ritorno, o quasi, al duro lavoro di allora. E forse, di questo nuovo genere di eroi postmoderni, il XXI secolo ne ha bisogno ancora.
di Fabio Guindani